Grass Fed Italia https://grassfeditalia.com Tue, 22 Sep 2020 08:39:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.1 https://grassfeditalia.com/wp-content/uploads/2020/05/cropped-android-chrome-512x512-2-32x32.png Grass Fed Italia https://grassfeditalia.com 32 32 Perché la carne grass-fed fa bene alla salute ed è considerata migliore rispetto alla carne da allevamento? https://grassfeditalia.com/perche-la-carne-grass-fed-fa-bene-alla-salute-ed-e-considerata-migliore-rispetto-alla-carne-da-allevamento/ https://grassfeditalia.com/perche-la-carne-grass-fed-fa-bene-alla-salute-ed-e-considerata-migliore-rispetto-alla-carne-da-allevamento/#respond Sat, 18 Jul 2020 17:30:15 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=7544
Perché la carne grass-fed fa bene alla salute ed è considerata migliore rispetto alla carne da allevamento?

Carne grass fed significa carne di animale allevato esclusivamente ad erba.

La diversità sta nel fatto che normalmente, nei cosiddetti allevamenti intensivi (ma anche nella quasi totalità delle stalle più piccole) i bovini vengono alimentati a cereali e derivati, che quindi non possiamo definire grass-fed.

Perché i bovini vengono alimentati con mangime a base di cereali, se sono peggiori?

Si, sono peggiori qualitativamente parlando, ma il cereale contiene una maggiore densità calorica e permette all’allevatore di aumentare il peso del bovino più rapidamente, il quale ingrassa più velocemente, accumulando grasso bianco in maggiori quantità.

Ma scopriamo perché la carne di bovini allevati a cereali sarebbe peggiore.

A livello nutrizionale, la carne grass-fed è la Lamborghini delle carni e quelli allevati a cereali sono una vecchia cinquecento scassata

 

Il profilo nutrizionale della vera carne grass fed naturalmente è molto diverso dalla carne che troviamo nella grande distribuzione organizzata.

Voglio portare alla tua attenzione il discorso degli acidi grassi Omega3 e dell’acido linoleico coniugato.

Uno squilibrio di Omega3 porta a…

Esistono almeno cinque diversi fattori negativi, dovuti ad uno squilibrio tra Omega3 ed Omega6.

Infatti nelle diete moderne e soprattutto nella carne da allevamento intensivo, vi è un’abbondanza di Omega6, che, insieme agli altri cibi che mangiamo, vanno a creare uno scompenso.

Ecco quindi le 5 conseguenze negative di uno squilibrio o una mancanza di Omega3

  1. Pelle secca anche quando non vi sono cause esterne, come la disidratazione o un eccesso di solePelle secca anche quando non vi sono cause esterne, come la disidratazione o un eccesso di sole
  2. Deficit di attenzione e scarsa capacità di concentrarsi e portare a termine i compiti
  3. Sensazione di essere perennemente stanchi ed affaticati anche con sforzi minimi
  4. Possibilità di sviluppare dolori muscolari ed articolari
  5. Sentirsi di umore pessimo, di umore basso tendente anche all’infelicità o sentirsi scarsamente motivati

L’acido Linoleico Coniugato aiuta davvero a mantenersi in forma come si dice?

L’acido linoleico coniugato, conosciuto con l’acronimo CLA è una sostanza contenuta naturalmente nella carne grass fed.

Si tratta di un acido grasso con alle spalle ormai moltissimi studi che hanno dimostrato come sia un efficace anti grasso.

Non solo, incentiva anche la produzione e l’aumento della massa magra del corpo, compreso il muscolo.

In uno studio svolto in doppio cieco, alcuni ricercatori norvegesi hanno studiato 60 persone tra uomini donne.

Queste persone erano in condizioni di sovrappeso o di obesità.

Il campione è stato diviso a metà:

  • La prima metà ha assunto olio d’oliva (placebo)
  • La seconda metà ha assunto una dose di CLA (erano divisi in quattro sottogruppi con dosi diverse)

Rispetto al controllo (ovvero chi ha assunto semplice placebo, olio d’oliva), tutti coloro che hanno assunto CLA, a qualsiasi dosaggio, hanno ottenuto una riduzione del grasso corporeo.

Nei soggetti che hanno assunto almeno 3,4 g o più, i risultati sono stati ancora più evidenti.

Costata Con Osso Grass Fed 34,97€/Kg

La questione del grasso nella carne dell’animale

Sto per dire qualcosa che per gli appassionati di barbecue e delle grigliate farà storcere il naso.

Ma una fonte autorevole come i dottori, i farmacisti ed i medici in generale che hanno creato e fanno parte del cosiddetto Metodo Apollo, non possono passare inosservati a chi, come noi, mangia carne grass fed principalmente per la salute (oltre che per il gusto).

Parliamo quindi un po’ di grasso animale.

L’esperto distingue quattro diversi tipi di grasso:

  1. Sottocutaneo
  2. Intermuscolare
  3. Intramuscolare
  4. Intracellulare

Ma è tutto oro quel che luccica?

 

Mentre il grasso sottocutaneo e intramuscolare possiamo asportarlo attraverso il taglio e la manipolazione della carne, quello intramuscolare no, non è possibile asportarlo.

Mentre il grasso sottocutaneo e intramuscolare possiamo asportarlo attraverso il taglio e la manipolazione della carne, quello intramuscolare no, non è possibile asportarlo.

A dirla tutta, il grasso intramuscolare (conosciuto anche come marezzatura) viene decantato come grasso che da un maggiore gusto, un sapore migliore ed una tenerezza maggiore alla carne.

Ma è tutto oro quel che luccica?

Forse no.

Problema: nel grasso si depositano numerose sostanze nocive, soprattutto se parliamo di animali da allevamenti intensivi.

Come ad esempio i pesticidi, che possono portare a:

  • squilibri ormonali
  • Danni all’intestino
  • E al sistema immunitario

Ma non solo! Anche altre aggiunte alla carne, come:

  • Sale
  • Fosfati
  • Zuccheri
  • Amidi
  • Acidi organici

Non sono propriamente salutari per la salute dell’uomo e per il consumo sul medio-lungo periodo.

Queste sostanze vengono iniettate nella carne per renderla più tenera, ma con possibili conseguenze per la nostra salute.

La questione etica degli animali da allevamenti intensivi (feedlot)

Mentre da una parte abbiamo un animale che, libero, pascola allegramente per un prato ricco di erba rigogliosa…

Dall’altra abbiamo, nel migliore dei casi, un animale che rimane chiuso la maggior parte della sua vita in un feedlot, ovvero quell’angusto spazio in cui vengono tenuti i bovini da allevamento intensivo.

Se guardiamo alla base, alla natura, questa cosa è totalmente innaturale.

Il sistema grass fed è altamente e maggiormente sostenibile, poiché eliminando i mangimi a base di cereali e di soia (per la cui produzione avviene tutt’oggi una parte importante della deforestazione), diminuisce anche il consumo idrico necessario.

Batteri, ormoni e antibiotici nel nostro piatto

Consumer Report, una delle più importanti associazioni di consumatori americana, ha prodotto analisi di laboratorio testando trecento campioni di carne macinata, proveniente da diversi tipo di allevamenti.

La carne proveniva da:

  • allevamenti convenzionali
  • aziende grass fed
  • produttori di carni biologiche), alla ricerca di batteri patogeni e antibiotico-resistenti.

I risultati dell’indagine sono lapidari.

La presenza di batteri diventati resistenti agli antibiotici, appare nettamente maggiore nella carne da allevamento convenzionale.

Questo a causa dell’uso continuativo di antibiotici, che con il tempo permette il proliferare di ceppi di batteri resistenti.

]]>
https://grassfeditalia.com/perche-la-carne-grass-fed-fa-bene-alla-salute-ed-e-considerata-migliore-rispetto-alla-carne-da-allevamento/feed/ 0
Se è grass fed, il grasso è giallo https://grassfeditalia.com/se-e-grass-fed-il-grasso-e-giallo/ https://grassfeditalia.com/se-e-grass-fed-il-grasso-e-giallo/#respond Wed, 01 Jul 2020 20:23:43 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=7486
Se è grass fed, il grasso è giallo

Parliamo immediatamente della cosa che al tempo stesso è più facile da verificare e più facile da falsificare per i produttori: il grasso giallo.

Ma cosa distingue veramente un taglio di carne grass fed, da uno che non lo é?

Ti è mai capitato di chiederti:

Potrò essere sicuro, tranquillo, che questa carne è davvero grass-fed? Non è che magari spendo un sacco di soldi per carne normalissima?

Allora se ti sei mai posto questa domanda, o semplicemente vuoi saperne di più, questo è l’articolo giusto da leggere.

Perché il grasso di manzo alimentato ad erba è giallastro invece di un bianco brillante?

Il colore del grasso è tale a causa delle vitamine presenti nella dieta della mucca.

L’ingrediente chiave che fa diventare giallo il grasso di manzo alimentato con l’erba, invece che bianco, è il beta-carotene. 

Il betacarotene è un carotenoide.

Si tratta quindi di un pigmento vegetale (che possiamo trovare di colore rosso, giallo o arancione) e che sono sono precursori della vitamina A (retinolo).

Il betacarotene è liposolubile, oltre che sensibile alla luce e al calore.

Viene convertito in vitamina A durante la digestione e va poi a depositarsi nel fegato, che lo rilascerà a poco a poco nell’organismo, in base alle esigenze.

Un nutriente essenziale per l’animale, che il corpo può convertire in vitamina A secondo le necessità. Il beta-carotene è anche un antiossidante, importante e che protegge dai radicali liberi.

Il beta-carotene è ciò che dà a molti frutti e verdure il loro colore arancione o giallo (come carote, zucca, zucche e pompelmo).

Si trova naturalmente in molte erbe e leguminose da pascolo (anche se la maggior parte di queste sono verdi piuttosto che arancioni o gialli).

L’alto contenuto di beta-carotene dell’erba è la ragione per cui i bovini finiti su una dieta ricca di erba avranno più beta-carotene nel loro grasso, di cui potrete beneficiare quando mangerete la loro carne.

Perché il grasso giallo di animali grass-fed è più gustoso e salutare?

 

Il grasso di manzo giallo è più sano e più gustoso, a detta di molti.

Ed io non posso che essere d’accordo.

Il motivo risiede nella scienza dell’alimento, partiamo dal principio.

Il beta-carotene è una sostanza liposolubile.

Quando i bovini consumano cibi ricchi di beta-carotene, il beta-carotene viene immagazzinato nel loro grasso.

E di conseguenza, quando noi mangiamo cibi ricchi di beta-carotene (come carote, zucche o carne di manzo grass fed), allora trasferiamo il beta-carotene alle nostre riserve di grasso corporeo.

Il beta-carotene è un precursore del gusto

L’erba contiene beta-carotene.

Il grano non lo contiene.

Quindi non pensare che il colore giallastro del grasso alimentato con l’erba sia qualcosa di “cattivo”.

Anzi, è in realtà un segno che è di qualità superiore.

E non solo è un bene per voi, ma è anche uno dei micro elementi che contribuiscono a dare al grasso di manzo alimentato con l’erba il suo sapore superiore.

Infatti il beta-carotene è un cosi detto “precursore del gusto”, enfatizzando quindi il sapore della carne.

Grasso giallo = buono.
Grasso bianco = no grass fed.

 

Non tutti i grassi della carne sono uguali e, di conseguenza, nemmeno gli effetti della carne sul nostro corpo sono uguali.

Nel grasso giallo (esclusiva della carne di animali allevati ad erba) troviamo:

  • grassi buoni amici del cuore, gli Omega3
  • zinco, ferro e minerali importanti
  • acido linoleico coniugato
  • antiossidanti

La carne industriale, proveniente da allevamenti intensivi NON ha queste proprietà.

Come riconoscere la carne grass fed?

Semplice.
Grasso giallo = BUONO
Grasso bianco = intensivo, NO BUONO

Basta il grasso giallo per stare tranquilli?

Risposta breve: NO.

Risposta lunga e dettagliata, eccola.

Il grasso deve essere giallo, ma..

DOMANDA: Il grasso bianco può essere riconducibile ad una carne grass fed

RISPOSTA: No.

DOMANDA: il grasso giallo è sempre sinonimo di carne grass fed?

RISPOSTA: No.

La truffa del beta-carotene

Alcuni allevatori, per “barare”, introducono beta-carotene (o altri sostitutivi) per rendere il grasso più giallo.

Così da farlo assomigliare visivamente alla carne grass fed.

Ma naturalmente questa carne non sarà mai, nutrizionalmente parlando, come la carne grass fed.

Con il suo profilo di grassi buoni omega3, acido linoleico e tutte le sostanze tipiche della grass fed.

Ma allora, come faccio a capire se un taglio di carne è davvero grass fed?

Noi da tempo abbiamo deciso di non fidarci delle pseudo-certificazioni Italiane, perché sono troppo di manica larga, secondo il nostro parere.

Questo è stato il motivo per cui fino ad oggi, se volevi acquistare della vera carne grass fed da noi, potevi acquistare solo il bovino hereford, a noi tanto caro.

Abbiamo deciso di:

  • testare personalmente la carne nei nostri laboratori
  • verificare la carne degli allevatori con cui sigliamo accordi
  • di farci noi come primi garanti, ancora prima delle pseudo-certificazioni (perlomeno in Italia)
  • di non fidarci solo della “parola” dell’allevatore

Di fatto non puoi sapere se è grass fed o se ti stanno truffando, senza le analisi.

Non puoi sapere, se non con analisi di laboratorio e test, se la carne è davvero grass fed, se rispetta i profili nutrizionali e se, in ultima analisi, stai spendendo bene i tuoi soldi per la tua salute o li stai buttando nel wc.

E quindi?

Semplice.

La compri da qualcuno che sai che NON MENTE e che vende vera carne grass fed.

Con tanto di analisi.

Compra da chi ti fidi.

Da chi seleziona.

Da chi ha dimostrato nel tempo che è affidabile.

Conclusioni

Come ha dichiarato Camas Davis, uno dei macellai più scientifici, tecnici e importanti nel panorama mondiale e USA:

La maggior parte delle persone pensa che tutta la carne sia creata uguale. Ma dopo un corso, la gente rivaluta la carne. Imparano che c’è un modo diverso di allevare la carne che potrebbe essere buono per il nostro pianeta e migliore per gli animali e migliore per il nostro corpo.

]]>
https://grassfeditalia.com/se-e-grass-fed-il-grasso-e-giallo/feed/ 0
Che cosa è la bruciatura da congelamento e perché dovremmo evitarla https://grassfeditalia.com/che-cosa-e-la-bruciatura-da-congelamento-e-perche-dovremmo-evitarla/ https://grassfeditalia.com/che-cosa-e-la-bruciatura-da-congelamento-e-perche-dovremmo-evitarla/#respond Thu, 25 Jun 2020 16:47:08 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=7425
Che cosa è la bruciatura da congelamento e perché dovremmo evitarla

Parliamo subito del problema: la tua carne si può rovinare, se confezionata nel modo scorretto.

Nonostante le garanzie che possono darti, c’è una scienza dietro il mantenimento corretto della carne, se viene macellata prima di essere spedita.

Quindi in questo articolo parleremo del modo in cui la carne va conservata, che ne dici?

Ok, cominciamo.

La carne può venire danneggiata ed avere un gusto pessimo, se…

Mai capitato che la carne sia stata “ustionata” durante il trasporto?
Spero per te di no, perché ha un gusto terrificante.
Ma andiamo con ordine e permettimi di parlarti dei 3 modi con i quali la carne viene trasportata (e perché).

1. Quando la compri dal macellaio

Naturalmente, se vai dal macellaio, te la incarta nella carta classica per alimenti, detta anche “politenata”. La classica carta bianca con il laghetto della carne, per capirci.

Questo perché la carne è stata tenuta nella vetrina refrigerata per tutto il tempo, fino a che non sei passato in macelleria a comprarla.

Con un conseguente tragitto piuttosto breve fino a casa.

Ti torna il discorso fino a qui? Bene, proseguiamo.

2. Quando la compri online con contenitori isobox e ghiaccio secco.

Ovvero il classico contenitore di “polistirolo” (poliuretano espanso rigido).

Il contenitore in teoria dovrebbe essere sicuro.

Il poliuretano espanso rigido infatti è un materiale isolante che dovrebbe garantire un isolamento, appunto, dall’aggressione esterna delle temperature.

Ma è davvero sicuro spedire con contenitore in poliuretano espando rigido?

Purtroppo, anche se ti auguriamo che non capiti mai, forse qualcosa da dire su questo metodo di spedizione esiste.

Perché quando la carne viene spedita nei contenitori isobox, il contenitore, da solo, non basta per garantirne la freschezza e la temperatura.

Si, il materiale è isolante, ma non riuscirebbe a sopportare viaggi lunghi e in ambienti non refrigerati.

La carne potrebbe deteriorarsi, se venissero usati così.
Infatti di solito, aggiungono anche dei sacchetti di ghiaccio secco.

Di che si tratta?

Con il termine ghiaccio secco si indica l’anidride carbonica (formula chimica: CO2) allo stato solido, che si ottiene quando la temperatura raggiunge i -78 °C (a pressione atmosferica)

Si usa in sacchetti perché essendo anidride carbonica, se si lasciasse scongelare il ghiaccio secco potrebbe accumularsi una quantità eccessiva di anidride carbonica.

Che ad alte quantità può essere addirittura letale.

Il problema è che la carne, se a contatto con il ghiaccio, può subire “ustioni”.

Ci tengo a dire che no, a livello di salute non rischi nulla. La carne ustionata dal ghiaccio secco però ha un saporaccio talmente orribile che alcuni consigliano, se la carne ha subito questo processo irreversibile, di gettare la carne stessa invece di consumarla.

Le stesse aziende produttrici di ghiaccio secco infatti, affermano:

“Evitare che il ghiaccio sia messo a contatto diretto con prodotti sensibili a temperature molto basse (es.: formaggi, prodotti alimentari in genere, ecc.). Tali prodotti se posti a diretto contatto con il ghiaccio secco subiscono trasformazioni organolettiche che rovinano il prodotto stesso. “

Ed ancora:

“Evitare, nei limiti del possibile, di lasciare spazi vuoti nella confezione da trasportare, poiché tali spazi vuoti aumentano il coefficiente di scambio termico interno alla confezione stessa, diminuendo la durata nel tempo del ghiaccio stesso.”

Quindi, da come ne parla direttamente chi produce questo dispositivo per il mantenimento della temperatura, la procedura può essere soggetta a questi due grossi difetti:

  1. Se a contatto con la carne, la rovina
  2. Se vi sono spazi vuoti, si scongela prima (aumenta il coefficiente di scambio termico)

Se al corriere poi capita di strappare o anche solo di fare un piccolo buco nell’imballaggio che contiene la tua carne, l’ustione da congelamento è una cosa molto probabile.

Praticamente assicurata.

Dal momento che lo scopo del ghiaccio secco inserito nei contenitori di polistirolo è quello di garantire che gli alimenti non vadano a male rapidamente, è davvero il colmo se poi questo strumento danneggia la tua carne.

Come avviene tecnicamente l’ustione da congelamento

L’ustione da congelamento è causata dalla disidratazione. Ma cosa c’entra la disidratazione con il freddo?

La carne a contatto con una fonte molto potente di freddo (ed il ghiaccio secco potrebbe esserlo), fa si che l’acqua si faccia strada attraverso le fibre della carne, trasformandosi in cristalli di ghiaccio.

L’acqua sottratta alla carne che si trasforma, è quindi la causa della disidratazione del cibo.

Come si presenta un taglio di carne che ha subito l’ustione da congelamento.

La bruciatura da ghiaccio è diversa dalla classica bruciatura che deriva dal fuoco. Non si presenta annerita. La carne mostra segni come questi:

  • Colore grigio e marrone
  • Indurimento del tessuto su alcuni punti
  • Aspetto complessivamente spento e opaco

Non certo uno scenario allettante, quello di mettere in bocca una carne che sa di andato a male, dico bene?

Per questo motivo, permettimi di parlarti del metodo numero tre che ti salverà da questo disastro…

3. Quando la spedizione avviene con furgone refrigerato

Che è la modalità che utilizziamo noi per spedire la carne.

La nostra spedizione mantiene inalterata tutta la cosiddetta ”catena del freddo controllata” fino a casa tua.

Grazie alle nostre partnership con i leader di mercato del trasporto refrigerato a temperatura controllata specializzati nella spedizione di alimenti freschi.

Siamo così sicuri del nostro metodo che abbiamo la forte garanzia:

Nel caso in cui la catena del freddo sia stata interrotta e la carne arrivi danneggiata ti rispediamo, entro 15 giorni, l’intero ordine gratuitamente.

Gratuitamente.

Per intero.

Scusandoci per l’eventuale disservizio.

Questo è il modo in cui lavoriamo noi di Grass Fed Italia, perché pensiamo che l’altissima qualità della carne che vendiamo debba essere accompagnata dal miglior servizio di trasporto, fino sulla tua tavola.

Che tipo di spedizione utilizzerai, la prossima volta che acquisterai della carne online?

 

]]>
https://grassfeditalia.com/che-cosa-e-la-bruciatura-da-congelamento-e-perche-dovremmo-evitarla/feed/ 0
La trappola delle certificazioni https://grassfeditalia.com/la-trappola-delle-certificazioni/ https://grassfeditalia.com/la-trappola-delle-certificazioni/#respond Thu, 19 Dec 2019 16:06:52 +0000 http://grass.coderevolution.it/?p=3156
La trappola delle certificazioni

Prima parte

Se stai leggendo questo articolo posso con una certa sicurezza affermare di conoscere una tua caratteristica molto importante, anche se non ci conosciamo.

So per certo di star parlando con un consumatore consapevole, con un ricercatore di verità, con qualcuno che ha deciso di mettere al primo posto la propria salute psico-fisica prima di qualunque altra cosa; qualcuno disposto ad investire il suo tempo (risorsa preziosissima) a studiare ed informarsi su ciò che funziona davvero per la propria persona andando oltre le “credenze della massa” promosse dai mass media in base, nella migliore delle ipotesi, a notizie e studi mal interpretati.

Lo so perché la Paleo insegna proprio questo, insegna ad andare oltre i dogmi e diventare una testa pensante che studia, si informa e non si ferma dietro un’etichetta colorata o dizioni “certificato”, “paleo friendly”, “Bio”,”gluten free”, “amico della natura”, “cuore verde”ecc. ecc.

Proprio per tale ragione oggi voglio parlarti delle “certificazioni Grass Fed”. Un discorso “scottante” che ti darà gli strumenti per scegliere consapevolmente dove acquistare la tua carne Grass Fed senza doverti affidare ad occhi chiusi ad un bollino, etichetta o marchio accattivante.

Questo aiuterà il mercato della carne Grass Fed perché chi lavora davvero bene sarà premiato, chi meno sarà invogliato a migliorarsi con ampio beneficio di tutti noi consumatori.

Prima di entrare nel vivo di questo scottante argomento voglio chiarirti una cosa che mi sta davvero a cuore: se davvero non vuoi continuare a mangiare carne da allevamento intensivo e vuoi essere in linea al 100% con la filosofia di vita Paleo la tua scelta può e deve ricadere solo sulla carne Grass Fed: l’unica che rispetta l’ambiente, la natura dell’animale e la tua.
Infatti la carne Grass Fed è:

“Carne proveniente da erbivori ruminanti che sono stati allevati secondo la loro natura, vissuti a pascolo e nutriti del loro cibo specie specifico: l’erba!”

Questo stile di vita rispettoso della natura dell’ animale, purtroppo, non è seguito ed applicato né dalle certificazioni “Biologiche” né da alcune cosiddette certificazioni Grass Fed.

LA TRAPPOLA DEL BIOLOGICO

Per quanto riguarda le certificazioni “biologiche” riguardanti la carne bovina due sono le possibili principali criticità che inficiano il concetto che mentalmente potresti esserti costruito dell’aggettivo “biologico”:

1) I bovini NON pascolano

Anche se l’art. 20 del Regolamento Europeo 889/2008 che regola le modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 834/2007 relativo alla produzione biologica afferma che “per gli erbivori, i sistemi di allevamento devono basarsi in massima parte sul pascolo, tenuto conto della disponibilità di pascoli nei vari periodi dell’anno” in Italia sono concesse da sempre deroghe su deroghe sulla base di “particolari condizioni del territorio” per cui anche se “allevati biologicamente” questi bovini vivono in stalla.
Inoltre, laddove non ci fosse una deroga, gli organismi di certificazione aggirano questo obbligo di pascolo adottando una interpretazione fantasiosa(e condivisa dal Ministero ed Amministrazioni Regionali):

per rispettare tale obbligo basta che esista un’area delimitata dove gli animali possono andare a pascolare indipendentemente dal fatto che venga utilizzate o meno!

I bovini non possono così vivere appieno le loro 5 libertà fondamentali:

1)Muoversi

2) Alimentarsi

3) Bere

4) Relazionarsi

5) Accoppiarsi

Questo avviene perché una normativa deve sempre adeguarsi alla realtà economica, territoriale e climatica dello stato in cui viene applicata.

Soprattutto una certificazione biologica non può essere troppo stringente perché altrimenti il numero di aderenti sarebbe troppo esiguo in un territorio martoriato come quello Italiano in cui oltre il 51% del territorio risulta desertificato.

Il problema nasce quando vi è un abuso di deroghe (in teoria previste per i soli casi eccezionali) alle regole che porta alla paradossale conseguenza in cui è facile trovarsi (in modo legale) tra le mani un prodotto completamente diverso da quel che si crede.

Una carne biologica può essere molto diversa da un’altra certificata con il medesimo bollino o dal medesimo ente certificatore biologico.

2) I bovini mangiano cereali Bio, foraggio secco e mangimi complementari.

Questa problematica non necessita di particolari spiegazioni in quanto si tratta di mangimi tutti contro natura che vanno ad inficiare non solo la salute dell’animale, ma anche il prodotto finito: la fetta di carne che metti a tavola.

Solo queste due sintetiche informazioni ti fanno comprendere come la realtà sia molto diversa da quel mondo idilliaco e bucolico che il termine “Biologico” richiama alla tua mente, un mondo dove il tempo dovrebbe essersi fermato, dove gli animali ed i pastori vivono in sintonia con la natura rispettandone i tempi.

Una trovata di marketing molto potente anche se va senza ombra di dubbio riconosciuto che si tratta in media di carni qualitativamente migliori, più sicure e controllate di quelle da allevamento intensivo.

La trappola delle certificazioni Grass Fed

Al contrario del mondo delle certificazioni biologiche non esiste alcuna normativa che disciplini in modo univoco e chiarisca cosa significhi davvero carne Grass Fed.

Siamo in un limbo in cui si rischia di acquistare della carne “Grass Fed” e ritrovarsi con una carne non diversa, nella migliore delle ipotesi, da quella Biologica.

Potrebbe essere l’ennesima trovata di marketing a discapito dei consumatori dato che si tratta di un termine che sta acquistando sempre più attrattiva sul mercato e può essere utilizzato da chiunque senza problemi.

Probabilmente anche una normativa ad hoc non basterebbe perché, per sua natura, sarebbe tutt’altro che stringente dovendo tenere conto della realtà territoriale e climatica dello stato in cui si trova e dovendo altresì prevedere deroghe per casi eccezionali, deroghe che potrebbero essere usate come scappatoie dai più furbetti. Tuttavia una disposizione normativa simile inizierebbe a dare una identità a quello che oggi è un termine che rischia di vedere il suo significato svuotato in quanto alla mercé di chiunque.

Infatti anche se si tratterebbe, in ogni caso, di una normativa limitata che non darebbe giustizia alla VERA filosofia Grass Fed, potrebbe tener lontano qualche furbetto dando in ogni caso uno standard minimo di riferimento.

Nel mondo quindi chi decide cosa è o cosa non è Grass Fed? Chi decide che caratteristiche deve avere? O quali standard devono essere rispettati?

In alcuni stati (es. America) le risposte a tali interrogativi vengono date da certificazioni facenti capo ad associazioni o enti privati che, in pratica, decidono in autonomia quali sono gli standard previsti per scrivere in etichetta il termine Grass Fed.

In America, la più famosa, è l’ AGA (American Grassfed Association) che ha creato un disciplinare a cui tutti i suoi aderenti devono fare riferimento e rispettare, ma anche qui non vi è alcuna Legge Federale a sostegno.

Di contro ci sono altri stati (es. Irlanda) che anche se non hanno una associazione che detti degli standard Grass Fed o che abbia creato una regolamentazione/certificazione specifica, hanno caratteristiche climatiche e territoriali molto favorevoli a questo tipo di allevamento oltre ad avere un programma nazionale di eco-sostenibilità (Origin Green) molto stringente per le fattorie ed allevamenti aderenti.

La domanda che ci dovremmo porre a questo punto è: “Ci interessa davvero vedere un bollino colorato fine a sé stesso che contenga il termine Grass Fed?”

O, in realtà, ci interessa che carne stiamo mangiando, la sua storia e le sue caratteristiche organolettiche? Ci interessa la sostanza o solo la forma? Le etichette sono facilmente manipolabili, i termini possono confondere ed essere interpretati.
Potrebbero esserci allevatori che non conoscono questa metodologia di allevamento e rispettare il benessere e la natura dell’animale al 100% andando ben oltre quanto previsto dal miglior disciplinare Grass Fed al mondo.

Potrebbero esserci allevatori aderenti ad una certificazione poco stringente o con scappatoie di facile attuazione. In questo ultimo caso c’è chi non approfitterà di queste disposizioni “furbette” ed avrà una vera carne Grass Fed e ci sarà l’allevatore che ne approfitterà e potrà dichiarare la propria carne, conformemente al disciplinare, ugualmente Grass Fed pur essendo carni prodotte in modi diametralmente opposte e con costi diversi.

In definitiva le certificazioni lasciano il tempo che trovano così come le etichette o i termini, ciò che conta è la sostanza , la filosofia e le azioni che ci sono dietro una fetta di carne naturale degna di tale nome.

In questo articolo e nel prossimo ti dirò quali sono le principali caratteristiche di una carne naturale e paleo al 100% e come individuarle.

Partiamo dal caso in cui ci troviamo di fronte ad un bel bollino o marchio rassicurante che “certifica” il prodotto come Grass Fed
Come faccio a verificare se mi trovo davanti una certificazione Grass Fed che soddisfi le mie aspettative?

Come hai già intuito una dichiarazione in etichetta o una certificazione, da sole , non possono assicurarti nulla.
È il metodo che c’è dietro quella certificazione, marchio, selezione o etichetta che devi andare a scoprire, studiare e valutare.

Devi leggere molto attentamente il disciplinare della certificazione o il regolamento d’uso, nel caso di un marchio collettivo, stando attento alle scappatoie o ad alcune disposizioni “furbette”.

Se il disciplinare non è disponibile, se tergiversano nell’inviartelo o nel fartelo vedere prendi questo comportamento come un campanello di allarme.

Se il macellaio ti assicura che è Grass Fed chiedigli cosa significa per lui Grass Fed.. se non sa spiegartelo è un ulteriore campanello di allarme.

Per fare ciò riprendiamo la definizione di carne Grass Fed che ti ho dato prima

La carne Grass Fed è “carne proveniente da erbivori/ruminanti che sono stati allevati secondo la loro natura, vissuti a pascolo e nutriti del loro cibo specie specifico: l’erba!”

Una definizione che non troverai altrove perché mia.
È una definizione molto chiara ed, anche se non è esaustiva, inizia a rendere l’idea di quello che stai davvero cercando.
Il primo fattore che dovresti prendere in considerazione è tra i più importanti, ma anche tra i più difficili da valutare ed è un parametro che definisco “invisibile” ed è l’ambiente in cui il bovino nasce, cresce e finisce.

L’ambiente dove sgorga l’acqua che il bovino beve e dove cresce l’erba che mangia.

Sei proprio sicuro che se il bovino da cui deriva la tua carne vive in un ambiente insalubre, vicino a campi in cui sono utilizzati pesticidi(spesso glifosato) con uno scarico illecito di prodotti chimici nei terreni e nelle falde acquifere, ma mangia erba(contaminata) e rispetta un “protocollo Grass Fed” la sua carne sia salutare ed uguale a quella che deriva da un bovino che ha vissuto in un ambiente salubre, tra praterie incontaminate in mezzo ai suoi simili e mangiando fino alla fine dei suoi giorni solo ciò che ha previsto per lui madre natura?
Direi proprio di no e che c’è una differenza abissale.
Puoi approfondire questo argomento nell’articolo “Ambiente e Carne Grass Fed- Il parametro mai considerato” presente sul numero 3 de “Le Regole di Tozzi”.
A questo parametro “invisibile” è strettamente collegato il parametro dell’ ”allevamento al pascolo”

Il bovino da cui deriva la tua carne deve, per la maggior parte della vita, aver pascolato liberamente ed in mezzo ai suoi simili in un ambiente salubre con terreni ricchi d’erba fresca e di minerali.
Solo così i bovini possono vivere appieno le loro 5 libertà fondamentali:

1) Muoversi 2)

Alimentarsi

3)Bere

4) Relazionarsi

5) Accoppiarsi

Far vivere loro appieno queste libertà permette agli allevatori di avere animali sani senza necessità di trattamenti farmacologici e pascoli, concimati naturalmente, organizzati in gruppo/mandria senza suddivisione per sesso o età.

Per applicare al meglio tutto ciò c’è bisogno di territorio erboso esteso dedicato al pascolo ed un clima principalmente piovoso.

Il pascolo più nutriente, infatti, è il cosiddetto pascolo a rotazione. Si tratta di utilizzare terreni costituiti da erba giovane a crescita rapida ed ogni volta che i bovini hanno mangiato il meglio della nuova crescita gli stessi vengono trasferiti in altri pascoli freschi.

Questo è necessario per preservare “la vita microbiotica” ed i minerali presenti nel terreno evitandone così la desertificazione.
La presenza di tale microbioma, dei minerali (es. calcare) migliora le proprietà nutritive dell’erba mangiata dai bovini durante il loro pascolo. Quest”erba fresca, a differenza di quella secca o proveniente da terreni erosi, è ricca di vitamina K, vitamina che viene trasformata in vitamina K2 e stoccata nelle carni che arriveranno sulla tua tavola.

In Italia purtroppo sono davvero pochissimi i territori in cui è possibile trovare questa caratteristica vuoi per il clima che non assicura abbondanti piogge, vuoi per la tragica percentuale di terreni desertificati (oltre il 50% del territorio) e/o inquinati.
Ci sono dei piccoli allevatori che riescono, tuttavia, a garantire un lungo periodo di pascolo giornaliero in aree incontaminate, ma parliamo di piccole eccellenze con pochi capi, piccole eccellenze da tutelare.

Nel prossimo articolo vedremo insieme tutte le altre caratteristiche di una carne Grass Fed degna di questo nome ed anche qualche simpatico escamotage che potrebbe essere presente in qualche “certificazione”.

Alla prossima ed alla tua consapevolezza alimentare.

]]>
https://grassfeditalia.com/la-trappola-delle-certificazioni/feed/ 0
TAGLIATA AL ROSMARINO GRASS FED https://grassfeditalia.com/tagliata-al-rosmarino-grass-fed/ https://grassfeditalia.com/tagliata-al-rosmarino-grass-fed/#respond Sat, 19 Oct 2019 12:52:12 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=3056
TAGLIATA AL ROSMARINO GRASS FED

TAGLIATA AL ROSMARINO GRASS FED

Oggi continuiamo con la  nuova rubrica dedicata alle ricette con la carne Grass Fed selezionata da Grass Fed Italia.

In fondo all’articolo troverai anche la video-ricetta!

Ad accompagnarci in questa nuova avventura l’ingegnere chimico (e futura nutrizionista) Caterina Borraccino!

A lei la parola:

Ing. Caterina Borraccino

Oggi  vi propongo una ricetta semplice,ma allo stesso tempo perfetta da realizzare con il cappello del prete Grass Fed perché si possono cuocere spessori di carne maggiori senza compromettere la tenerezza del risultato, ancora più gustosa se lasciata al sangue.

Porzioni: 2-3 Persone
Tempo di cottura: 10 minuti

Ingredienti:

500 g

½ cucchiaino

1 cucchiaino

Cappello del prete tagliato a 5 cm di spessore

Pepe nero in polvere

Rosmarino

½ cucchiaino

2 cucchiai

½

q.b.

Aglio in polvere

Olio extravergine di oliva

Cipolla

Sale fino

Preparazione:

  1. Tagliare la cipolla e metterla a rosolare in padella con una parte di olio, di pepe, di rosmarino e di aglio
  2. In una ciotola unire il resto dell’olio, pepe, rosmarino, aglio e mescolare
  3. Con un pennello stendere bene il condimento su tutte le facce del trancio di carne
  4. Quando la cipolla sarà rosolata bene inserire la carne e cospargere di sale
  5. Lasciar cuocere a fuoco alto finché la superficie non si imbrunisce, quindi girare il trancio di carne e cuocere bene tutta la parte esterna
  6. Per una cottura al sangue bastano pochi minuti per lato, se preferite più cotta continuate la cottura

Puoi seguire Caterina sul suo sito https://www.benesserepaleo.com

O sul suo gruppo Facebook Benessere Paleo: https://www.facebook.com/groups/838488122929011/

Ecco il video della ricetta Tagliata al rosmarino Grass Fed

]]>
https://grassfeditalia.com/tagliata-al-rosmarino-grass-fed/feed/ 0
SPEZZATINO CURRY E MELA GRASS FED https://grassfeditalia.com/spezzatino-curry-e-mela-grass-fed/ https://grassfeditalia.com/spezzatino-curry-e-mela-grass-fed/#respond Sat, 19 Oct 2019 12:39:26 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=3042
SPEZZATINO CURRY E MELA GRASS FED

Oggi continuiamo con la  nuova rubrica dedicata alle ricette con la carne Grass Fed selezionata da Grass Fed Italia.

In fondo all’articolo troverai anche la video-ricetta!

Ad accompagnarci in questa nuova avventura l’ingegnere chimico (e futura nutrizionista) Caterina Borraccino!

A lei la parola:

Ing. Caterina Borraccino

Oggi  vi propongo una ricetta molto apprezzata da chi ama il gusto agrodolce, in più la morbidezza del cappello del prete Grass Fed permette un risultato davvero gustoso.

Porzioni: 6 Persone
Tempo di cottura: 1 ore

Ingredienti:

1 kg

1

Cappello del prete a tocchetti (compralo qui)

Porro

1

1

2 cucchiaini

½ cucchiaino

1/2 cucchiaino

1 cucchiaino

1 cucchiaio

1 cucchiaino

Carota

Mela

Curry

Aglio in polvere

Pepe nero in polvere

Ghee

Olio extravergine di oliva

Sale fino

 

Preparazione:

  1. Tagliare a dadini carota, porro e mela
  2. In un tegame riscaldare il ghee e cuocere bene i dadini insieme a una parte di curry
  3. Quando saranno cotti inserire la carne, il sale, il curry e il pepe. Mescolare e lasciar rosolare bene la carne senza coprire
  4. Quando comincia ad asciugarsi e ad imbrunirsi, aggiungere l’olio e mescolare nuovamente
  5. Continuare la cottura con coperchio a fuoco basso per circa 1 ora

Puoi seguire Caterina sul suo sito https://www.benesserepaleo.com

O sul suo gruppo Facebook Benessere Paleo: https://www.facebook.com/groups/838488122929011/

Ecco il video della ricetta Spezzatino Curry e Mela Grass Fed

Alla prossima ricetta!

]]>
https://grassfeditalia.com/spezzatino-curry-e-mela-grass-fed/feed/ 0
BRASATO AL VINO ROSSO GRASS FED https://grassfeditalia.com/brasato-al-vino-rosso-grass-fed/ https://grassfeditalia.com/brasato-al-vino-rosso-grass-fed/#respond Sat, 19 Oct 2019 12:14:52 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=3025
BRASATO AL VINO ROSSO GRASS FED

Oggi iniziamo una nuova rubrica dedicata alle ricette con la carne Grass Fed selezionata da Grass Fed Italia.

In fondo all’articolo troverai anche la video-ricetta!

Ad accompagnarci in questa nuova avventura l’ingegnere chimico (e futura nutrizionista) Caterina Borraccino!

A lei la parola:

Ing. Caterina Borraccino

Oggi  vi propongo una ricetta classica che ho voluto rivisitare utilizzando la Slow Cooker che, da una parte esalta le proprietà della carne scelta- il cappello del prete Grass Fed Italia-, dall’altra rende il procedimento della ricetta semplice grazie alla cottura lenta e automatica.

Porzioni: 6 Persone
Tempo di cottura: 8 ore

Ingredienti:

1,5 kg

600-700 ml

Cappello del prete Grass Fed (puoi acquistarlo qui)

Vino rosso

1

1

1 costa

1 spicchio

1 cucchiaio

1 cucchiaino

1 cucchiaino

q.b.

q.b.

Carota

Cipolla

Sedano

Aglio

Olio extravergine d’oliva

Sale fino

Rosmarino

Ginepro

Chiodi di garofano

Preparazione:

1.      Portare il vino a ebollizione e farlo bollire per 5 minuti

2.      Tagliare a pezzetti una parte di carota, cipolla e sedano

3.      In un tegame riscaldare l’olio e farli soffriggere insieme all’aglio, quindi mettete da parte

4.      Nello stesso tegame mettete il trancio di carne a rosolare girandolo su tutte le facce

5.      Quando si è formata una crosticina togliete e disponetelo nella slow cooker

6.      Aggiungete il vino, le verdure soffritte e quelle ancora crude

7.      Inserite il sale e il rosmarino

8.      Avviate la slow cooker impostando la funzione LOW 8 ore

9.      A cottura ultimata estraete la carne e affettate

10.  Scolate le verdure, eliminando chiodi di garofano e le bacche di ginepro, quindi frullate e aggiustate la densità della crema con il brodo.

Puoi seguire Caterina sul suo sito https://www.benesserepaleo.com

O sul suo gruppo Facebook Benessere Paleo: https://www.facebook.com/groups/838488122929011/

Per eseguire al meglio la ricetta puoi comprare la slow cooker:

questa ha la capacità di 2,4 litri adatta alle preparazioni per 2 persone.

Se necessiti di una più grande puoi prendere quest’altra:

Alla prossima Ricetta!

]]>
https://grassfeditalia.com/brasato-al-vino-rosso-grass-fed/feed/ 0
Intervista alla Dottoressa Irene Palazzi https://grassfeditalia.com/intervista-alla-dottoressa-irene-palazzi/ https://grassfeditalia.com/intervista-alla-dottoressa-irene-palazzi/#respond Sat, 19 Oct 2019 10:48:15 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=3002 Oggi ti presentiamo l’intervista alla dottoressa Irene Palazzi: 

Buona lettura.

1) Può dare ai nostri lettori una panoramica generale del suo percorso professionale?

Mi laureo nel 2011 in Dietistica (SNT -3) a Brescia, una laurea triennale tra quelle delle professioni sanitarie.

Nel 2012 partecipo al primo corso di Zone consultant e nel 2017 al secondo. Nel 2016 mi laureo alla laurea magistrale in Scienze dell’alimentazione (LM-61) a Firenze.

Nel corso degli anni, da che ho ottenuto la prima laurea ho iniziato a frequentare ospedali sia come volontaria presso l’ ospedale di Desenzano del Garda (BS) e l’ospedale Bolognini di Seriate (BG)

che come dietista borsista  presso Ospedale maggiore di Borgo Trento (VR) .

Nel 2015 inizio anche a ricevere privatamente come dietista libera professionista.

Conclusa la laurea magistrale, dal 2016 mi dedico esclusivamente alla libera professione, ricevendo pazienti privatamente in studi ed ambulatori nella provincia di Brescia e Verona.

La mia passione però parte da molto piccolina:

all’età di 10 anni avevo già intuito che i gruppi alimentari avevano un loro significato preciso e all’età di 12 anni rubavo depliant che trovavo nelle sale d’aspetto degli ambulatori che illustravano e spiegavano le regole per avere una corretta alimentazione.

Già all’epoca iniziavo ad intuire però che non poteva essa esaurirsi in così scarse indicazioni e di carattere generali, uguali per tutti.

Volevo sapere di più. Nel 2007 ricevo l’imprinting con il mio mentore Aronne Romano, medico nutrizionista, con il quale sono tutt’ora in contatto, che mi fece scoprire la Zona

– il regime nutrizionale che mi ha personalmente cambiato la vita non solo al livello professionale-

portandomi a performances di carattere intellettuale e resistenza alla fatica fisica e mentale che mai avrei creduto di poter sostenere.

Uscii dal liceo scientifico nel 2007 con un punteggio di 64/100, peso 59 kg per 1,62 altezza.

Iniziai la dieta Zona (non quella delle barrette, ci tengo a sottolineare) nell’estate del 2008 (al tempo ancora assumevo glutine, ahimè) e nel ottobre del 2008 riuscii a superare il test di ingresso a numero chiuso per l’accesso al corso di laurea in Dietistica (a disposizione c’erano 10 posti, entrai come terza)

e mi laureai con 110/110 e lode, arrivai a perdere 6 kg di sola massa grassa, passando i tre anni di studio frequentando il tirocinio obbligatorio e lavorando come barista nei weekends e nelle sessioni d’esame.

Adesso, non ditemi che l’alimentazione non conta!?

Le scoperte si ampliarono. Conobbi nel 2015 quello che per me può essere il modo meno peggiore attualmente a portata d’uomo per alimentarsi in armonia con la natura, perché egli è parte di essa:

Paleozona. Il tutto nella giusta regola con l’eccezione che fa parte di essa dato che permette il meccanismo dell’ormesi, conservando pertanto la facoltà di ricerca dell’organismo del suo equilibrio allostatico.

Ho conosciuto personalmente Lorein Cordain, Barry Sears. E sono tutt’ora in stretto contatto con altri colleghi medici, dietisti e nutrizionisti che credono e continuano a studiare con passione la medicina e la nutrizione funzionale.

Un minimo di onestà intellettuale ci porta a ragionare sull’ovvietà che i nostri genoma e microbioma siano ancora di stampo pre-civilizzazione, pre-agricoltura, pre-stanziamento, pre-allevamento (intensivo!).

Il problema a mio avviso è la società moderna, che purtroppo tende ad interpretare il ruolo di un terreno per i quali non c’è spazio darwinianamente parlando per la crescita dei semi di un’alimentazione sana autentica ed onestamente in armonia con la natura,

non sono i principi sani in armonia con la natura, ma che per di più sviluppa o slatentizza disturbi alimentari più o meno ascrivibili ad un profile definito o più sfumato.

I miei temi preferiti – sono tutti! – a cui dedico più ore di studio, sono:

l’alimento e il nutriente come primo farmaco e come prevenzione alla salute, asse intestino-distretti dell’organismo, il microbiota intestinale, nutrizione di genere, stress fame e sazietà, cibo: vuoto e mancanza dal punto di vista psicologico.

2) Di cosa si occupa, ad oggi, nello specifico?

Ad oggi prendo in carico pazienti inviati da medici o che scelgono di loro iniziativa di intraprendere un percorso di cambiamento dello stile alimentare.

La maggior parte dei pazienti chiede supporto per la gestione del peso, che molto spesso sottende la necessità di un supporto psicologico parallelo.

Altri necessitano di indicazioni specifiche perché affetti da condizioni patologiche (per la maggior parte patologie cardiovascolari, autoimmuni, problemi gastroenterologici ad ampio spettro).

Altri ancora hanno entrambi i bisogni.

 3) Che definizione darebbe alla sua metodologia?

La mia metodologia si orienta su quello che chiamo “un compromesso sostenibile” e per la persona che prendo in carico e, per quanto possibile per l’ambiente, ponendomi come fine ultimo il benessere della persona che sta chiedendo il mio aiuto di professionista della salute.

4) In cosa, la sua metodologia, si differenzia rispetto a quella dei suoi colleghi?

Posso dire che la mia metodologia si differenzia sull’approccio alla persona:

spesso mi capita che il conteggio, il numero, la percentuale venga messa in secondo e terzo piano.

Lavoro su più fronti, rispettando il gusto della persona, cercando di emanciparla dalla sua condizione di partenza per portarla ad un livello di consapevolezza migliore per se stessa.

Pongo l’attenzione sulla qualità prima degli alimenti che contengono nutrienti e sulla sinergia di questi ultimi nell’organismo, una volta varcate le barriere psichica, psicologica e dell’apparato digerente.

5) Che benefici porta, ai suoi clienti, sia nel breve che nel medio/lungo periodo la sua metodologa?

Tra i benefici che i pazienti che seguono possono esperire è sicuramente il cambiamento spesso radicale, meno spesso parziale, delle abitudini e dello stile di vita in generale.

Il paziente si risveglia dal suo automatismo alimentare, è più consapevole delle scelte ed omissioni che prende rispetto al cibo nei vari contesti di vita quotidiana, lavorativa ed extra routinarie (vacanze, ospitalità , viaggi all’estero).

Miglioramento dei valori safe dei parametri umorali e dei risultati strumentali che segnalavano uno stato di alterazione di funzionalità d’organo o di una condizione patologica sistemica, miglioramento della composizione corporea

6) Quanto pensa influisca la qualità del cibo assunto nel mantenimento di una salute ottimale? Può fare, eventualmente, la differenza anche in caso di specifiche patologie o per il raggiungimento di determinati obiettivi?

La qualità prima del cibo può influire marcatamente in certi casi sullo stato di salute del paziente, previa una buona istruzione al sentire del paziente stesso, in quanto si toglierebbe in questo modo un fattore confondente sull’effetto finale che avrebbe cibo, la psiche.

Inoltre più il cibo sano ed integro e più non vi è depauperamento di nutrienti e di presenza microbica positiva per l’uomo, dato che siamo fatti per quasi il 90% da microrganismi.

E viceversa, si può ovviare all’aggiunta di conservanti (quelli dei quali si può fare a meno).

Nello specifico, si possono avere benefici maggiori per le patologie autoimmuni, per esempio psoriasi o legate a disordini gastrointestinali, intestino irritabile, IBD o leaky gut (intestino permeabile).

La non presenza di contaminanti nel cibo e di sostanze trigger ed infiammatorie è fondamentale per la remissione o l’attenuazione dei segni e dei sintomi di tali condizioni cliniche.

 7) Le è capitato qualche cliente che ha posto rimostranze riguardo i costi di alimenti e/o integrazioni consigliate? Qual è la sua risposta in merito?

di fronte ad obbiezioni sulla sostenibilità economica delle indicazioni alimentari date (il che comprende anche il consiglio di acquistare eventuali integratori e cibo integro di qualità),

cerco di spiegare al paziente l’importanza della prevenzione primaria o secondaria,

spiego che sto offrendo lui la possibilità di utilizzare strumenti preziosi per il raggiungimento del obiettivo e, calibrando un tono più o meno assertivo, giungo ad un compromesso che di solito si rivela vincente, in diverse tempistiche.

Ad ogni modo illustro le potenziali conseguenze (nulla è certo se non l’incertezza del risultato scientifico) in caso intraprendano la strada che non comprende l’indicazione che avrei dato come prima scelta.

 8) Come si pone nel dibattito  carne rossa si/carne rossa no?

 In breve: mi avvalgo della lettura specifica, ovvero dell’articolo dal quale si è estrapolato il claim salutistico divulgato dall’OMS.

Spiego che:

  • in questo articolo per carne rossa si intende un pezzo di carne lavorato avente un elevato tenore di grasso, conservanti ad alta concentrazione.
  •  per avere l’effetto POTENZIALMENTE negativo bisogna farne uso quotidiano senza che un contemporaneo utilizzo di antiossidanti e sostanze scavegers, in genere ricavati dal mondo vegetale e minerale.
  • l’uomo ha potuto evolversi al tempo del paleolitico (secondo ciò che mostrano gli studi paleoantrologici ed evoluzionistici) grazie alla scoperta della cottura della carne, implementando grazie alla quota di DHA ed EPA (acidi grassi essenziali della classe omega-3, meglio conosciuti come “grassi buoni del pesci”) le capacità cognitive, aumentando il volume del cervello diminuendo nello stesso tempo quello dell’intestino.

Quindi procedo sottolineando il concetto di scelta consapevole verso una carne vera (che sia bovina o equina o suina o caprina), specificando che il colore rosso non deve confondere, che deve provenire da allevamento a pascolo ed erba,

che il tenore di grassi potrebbe anche essere elevato ma la valenza biologica (omega-3 e non omega-6) e le proprietà organolettiche (maggior quantitativo di minerali come zinco, vitamine aminoacidi essenziali, sapore e palatabilità)

di tale carne lascerebbero uno scarto strategico nettamente ampio per un fine salutistico favorevole per l’uomo, rispetto alle carni convenzionali da allevamento intensivo.

Inoltre sarebbero sicuramente sostenibili, poiché non verrebbero sottratti ettari di terreno per monocolture per i mangimi di mais e soia, sott’intendendo la cura che si avrebbe nel tutelare l’animale fino alla fine della sua filiera.

Concludendo con il raccomandarne una cottura non aggressiva ma che conservi e rispetti la qualità pregiata di tale alimento, inserendovi delle indicazioni specifiche sulla porzionatura e frequenza di consumo personalizzate (comprese ricette gustose, semplici e ricercate).

 9) Come possono i nostri lettori venire in contatto con Lei?

Sto effettuando il trasferimento del mio ambulatorio che, in ogni caso, rimarrà in provincia di Brescia.

I lettori possono contattarmi e vedere il mio lavoro attraverso i social Facebook

https://www.facebook.com/irenepalazzi.diet/

Si ringrazia la dottoressa Irene palazzi per l’intervista

]]>
https://grassfeditalia.com/intervista-alla-dottoressa-irene-palazzi/feed/ 0
Carne e malattie autoimmuni-Intervista alla Dott.ssa Ethel Cogliani https://grassfeditalia.com/carne-e-malattie-autoimmuni-intervista-alla-dott-ssa-ethel-cogliani/ https://grassfeditalia.com/carne-e-malattie-autoimmuni-intervista-alla-dott-ssa-ethel-cogliani/#respond Sat, 19 Oct 2019 10:39:05 +0000 https://www.grassfeditalia.com/?p=2658 Carne e malattie autoimmuni – Intervista alla Dottoressa Cogliani

In questo articolo “carne e malattie autoimmuni” abbiamo intervistato la Dottoressa Ethel Cogliani, biologa nutrizionista specializzata nella cura di malattie autoimmuni attraverso il suo protocollo alimentare IMMUNOREICA®.

Questa intervista la trovi sia in video che in forma scritta. Troverai prima i video e, sotto gli stessi, l’intervista scritta. 

Carne e malattie autoimmuni – Intervista alla Dottoressa Cogliani [PARTE 1]

 

https://goo.gl/KksRHK
Scarica GRATIS il primo ed unico Report “Grass Fed – la rivoluzione della carne ad erba” e scopri tutti i segreti che l’industria della carne vuole tenerti nascosto, senza dover…

Carne e malattie autoimmuni – Intervista alla Dottoressa Cogliani [PARTE 2]

 

https://goo.gl/KksRHK
Scarica GRATIS il primo ed unico Report “Grass Fed – la rivoluzione della carne ad erba” e scopri tutti i segreti che l’industria della carne vuole tenerti nascosto, senza dover…

Carne e malattie autoimmuni – Intervista alla Dottoressa Cogliani [PARTE 3]

 

https://goo.gl/KksRHK
Scarica GRATIS il primo ed unico Report “Grass Fed – la rivoluzione della carne ad erba” e scopri tutti i segreti che l’industria della carne vuole tenerti nascosto, senza dover…

ISCRIVITI AL CANALE YOUTUBE >>> https://goo.gl/X3DdPn

 

carne e malattie autoimmuni

Dottoressa Ethel Cogliani

 

 

 

 

 

Breve introduzione su chi sei

Sono una ricercatrice prima che una nutrizionista.

Sono approdata al protocollo che uso ad oggi ogni giorno con i miei pazienti quasi per caso.

Ero alla ricerca di una soluzione alternativa agli psicofarmaci per la cura di mio figlio affetto da sindrome di Tourette.

Aveva 9 anni e non volevo abbandonare all’idea che avrebbe potuto farcela anche senza psicofarmaci, nonostante psicologi psichiatri infantili logopedisti e insegnanti mi avevano lasciato solo questa come soluzione.

Come è nato (e di cosa si occupa) il tuo protocollo IMMUNOREICA®?

IMMUNOREICA® nasce gradualmente da un’idea ben precisa di voler dare una sistematicità all’indagine sulle malattie che esulasse dalla semplice diagnosi e dalla semplice lettura delle analisi

ma che andasse a fondo nell’indagine delle cause che ne fossero alla base partendo proprio dalla sintomatologia, inascoltata dalla maggior parte dei medici,

se non da tutti, dei paziente ed agire con strumenti del tutto naturali come possono essere l’alimentazione e l’integrazione e un sano stile di vita,

riportando il paziente alla coscienza dei gesti quotidiani che compie e che lo hanno portato alla malattia.

Lavoro nello specifico sulle patologie autoimmuni, anche se alcuni pazienti oncologici si sono affidati a me per essere seguiti affiancando il protocollo alle cure tradizionali.

Nel tuo libro “Dietro la malattia” parti da un assunto interessante ed importantissimo: il 99% delle malattie ha origine dalla stessa causa ossia l’infiammazione silente (o sindrome metabolica). Cos’è e da cosa nasce?

La sindrome metabolica… potrei scriverci un libro… anzi l’ho scritto 😀

Diciamo che è un mal funzionamento della cascata infiammatoria che causa un ripetersi infinito di cicli infiammatori senza che il corpo riesca a spengerli.

L’infiammazione -che è lo strumento che ha il corpo per tenere sotto controllo i danni che subisce dall’esterno – non riesce più ad autoregolarsi.

A causa di tale malfunzionamento il corpo a rivolgere le proprie difese verso se stesso causando quelle che tutti conoscono come malattie autoimmuni.

In pratica il corpo si fa letteralmente e calcisticamente parlando AUTOGOL.

Nasce dalle nostre abitudini dall’ambiente malsano in cui viviamo dai ritmi frenetici dal cibo povero di nutrienti e ricco di sostanze industriali difficilmente riconosciute come cibo dal nostro corpo

sostanze che interferiscono  sugli equilibri del nostro organismo quali gli ormoni, i neurotrasmettitori, la funzionalità intestinale, sabotando letteralmente i meccanismi che tengono in piedi il nostro corpo.

L’acqua è inquinata l’aria è inquinata i terreni su cui coltiviamo i nostri orti sono inquinati come quelli su cui crescono le piante di cui si cibano i nostri animali.

L’infiammazione sistemica, altro nome della sindrome metabolica nasce dalla non curanza dell’uomo verso la natura.

È per questo che io consiglio carni come le vostre ai miei pazienti perché sono un ritorno ad un’idea di ritorno al passato, ad allevamenti eco-sostenibili e, soprattutto, salutari.

Ancora oggi se chiedi cosa mangiano le mucche tutti rispondono ERBA, ma negli allevamenti industriali non c’è niente di più lontano dalla realtà.

carne e malattie autoimmuniQual è l’importanza di alimentarsi con cibi specie-specifici di qualità? 

Faccio sempre l’esempio della Ferrari. Se ad una Ferrari metti il diesel questa non parte. E questo non è un problema alla fabbrica ma sei tu che stai sbagliando il carburante che ci metti.

La nostra società fa questo ogni giorno con il nostro corpo:

gli fornisce il carburante sbagliato (invece che la benzina) ed, allo stesso tempo, costringe il corpo a camminare ugualmente.

Questo comporta un graduale ammalarsi della società in età sempre più giovane e in modo sempre più grave.

Ho molti pazienti tra i 20 e i 50 anni alcuni più piccoli altri più grandi ma il grosso dei miei pazienti ha questo range di età: troppo giovani per essere già vecchi… o no?

Vale anche per gli animali che mangiamo la regola di alimentarsi con cibi specie-specifici oppure è indifferente ai fini dei valori nutrizionali e degli effetti sul nostro organismo?

Ovvio. Nel gioco degli equilibri non può essere diversamente.

Le carni degli animali di terra come quelli di mare contengono specifiche proprietà vitamine e apporto di grassi solo se allevate seguendo la loro predisposizione naturale.

Faccio un esempio: i pesci sono famosi per avere gli omega 3. Bene non tutti i pesci contengono omega 3 a meno che non sono pescati.

I pesci di allevamento non contengono omega 3. Ma nessuno sa che la carne bovina alimentata ad erba contiene omega 3…

proprio come il pesce pescato! Ma non solo anche l’apporto di vitamine è di molto superiore.

Il problema è tra l’altro molto più grave se si pensa che mais e soia che vengono utilizzati per “rifinire” le carni negli ultimi mesi sono OGM.

OGM purtroppo nella nostra società vuol dire che le colture sono ingegnerizzate geneticamente per resistere all’uso smodato di diserbanti,

antiparassitari delle piante e altri composti chimici come il glifosato che ormai è al banco degli imputati per essere associato a numerosissimi problemi della nostra società e a malattie anche croniche.

Quindi quello che succede è che noi mangiando questi alimenti ci sentiamo male.

Ma anche mangiando animali che li mangiano, purtroppo il discorso vale lo stesso, in una catena infinita che sta lacerando la nostra salute giorno dopo giorno.

Mangiare animali alimentati ad erba ci fa ridurre notevolmente questo contributo negativo, certo è che sempre in questo mondo viviamo

ma cercare di evitare il più possibile le componenti negative ci permette di mantenerci in salute per un tempo decisamente più lungo.

Diciamo che le iniziative grass fed come la vostra sono veramente il futuro per il mercato alimentare

ed hanno terreno fertile nel prossimo futuro quindi veramente è un’iniziativa alla quale sono decisamente molto favorevole

e spero che con il tempo la richiesta dei consumatori cresca perché veramente tutto quello che non si spende in mangiare

poi si spende in medicine analisi e visite mediche (se non di più) e le persone con il tempo se ne stanno accorgendo.

Forse troppo lentamente per i miei gusti ma già l’attività che state facendo di diffusione di questa filosofia alimentare faciliterà l’ingresso nelle case di una coscienza diversa del cibo.

carne e malattie autoimmuniDove e come può, chi ci sta leggendo, venire in contatto con te e/o approfondire le tematiche che tratti? 

Sono nutrizionista, ricevo su Roma o via Skype, diciamo che chiunque ovunque si trovi nel mondo può contattarmi e seguire il protocollo.

L’unico limite è la volontà di farlo.

Aiuto le persone con le malattie autoimmuni tutti i giorni da ormai quasi 7 anni e avrei dato qualsiasi cosa che 7 anni fa ci fossero state iniziative come quella di Grass fed Italia per aiutare i miei pazienti a mangiare meglio.

Ora c’è. Le scuse a non intraprendere un percorso di coscienza alimentare sono molto ridotte.

Ho un sito www.immunoreica.com ho una pagina FB Nutrition Heal – la salute passa per il cibo e un gruppo Nutrition Heal – quando il cibo guarisce.

Rispondo in tempo reale a tutti i messaggi email che ricevo in tempo reale, quindi non ci sono limiti a come mi potete contattare, eccetto che per telefono (quello solo i miei pazienti possono farlo).

Conclusione

Non so che dirvi ragazzi vi ringrazio veramente per questa intervista che mi ha permesso di parlare di un argomento spinoso e poco conosciuto della qualità della carne

spero veramente che il vostro percorso sia di ispirazione sia ai consumatori -ormai troppo legati al prezzo e alla comodità e non alla qualità dei prodotti-

sia agli allevatori (e perché no i coltivatori) che purtroppo in questo momento storico hanno perso di vista qual è il loro ruolo:

garantire la qualità dei prodotti al consumatore ed essere ricercatori di salute e insegnare alle masse quanto sia importante.

Le masse sono sempre più pronte ad ascoltare ma di messaggi sulla qualità dei cibi purtroppo ce ne sono veramente troppo pochi.

 

Contatti:
I libri della Dott.ssa Cogliani :
La Rivista:

Immunoreica Magazine>>> https://immunoreicamagazine.com

]]>
https://grassfeditalia.com/carne-e-malattie-autoimmuni-intervista-alla-dott-ssa-ethel-cogliani/feed/ 0
Cosa si intende davvero per carne Grass Fed? https://grassfeditalia.com/cosa-si-intende-davvero-per-carne-grass-fed/ https://grassfeditalia.com/cosa-si-intende-davvero-per-carne-grass-fed/#respond Tue, 25 Jun 2019 20:15:56 +0000 https://grassfeditalia.com/?p=2969 COSA SI INTENDE DAVVERO PER CARNE GRASS FED?

Cosa si intende davvero per carne Grass Fed?
L’obiettivo di questo articolo è iniziare a rispondere a questa domanda

In Italia inizia finalmente a parlarsi di “carne Grass Fed” e, purtroppo, non mi sorprende che ci sia ancora tanta confusione al riguardo.

Questa confusione colpisce anche alcuni “addetti ai lavori” o “clienti consapevoli”.

Andiamo per gradi: la carne è uno dei cibi più completi ed importanti; secondo uno studio pubblicato sul Nature (1), il consumo di carne è risultato addirittura decisivo nell’evoluzione del genere umano e nella lotta millenaria che ci ha portato ad essere la specie dominante sul pianeta terra.

cosa si intende davvero per carne grass fed

 

Eppure, l’informazione giornalistica, televisiva e l’editoria di massa l’hanno demonizzata per anni, partendo dalle cause etiche, passando per additare la carne come causa delle più svariate patologie fino ai “presunti effetti cancerogeni”.

La risposta dell’industria della carne a tutti questi attacchi è stata quella di nascondersi dietro etichette colorate o dizioni rassicuranti ma non sempre chiari come “certificato”, “friendly”, “Biologico”,”gluten free”, “Km Zero”, “Filiera corta”.

Certo, alcuni termini dovrebbero servire a rassicurarti, soprattutto se la carne è la tua fonte primaria di sostentamento, ma cosa c’è davvero dietro?

Per fortuna la mia laurea di Giurisprudenza ed il mio lavoro in ambito legale mi hanno insegnato ad andare oltre le apparenze e di non fidarmi solo del trito e ritrito “tutti sanno che”.

Le percezioni di noi consumatori sono facili da ingannare, soprattutto quando si parla di prodotti pubblicizzati come salutari.

È proprio per evitarti di spendere soldi in prodotti che non sono quello che sembrano che oggi voglio darti qualche utile dritta che potrai utilizzare già dalla prossima volta che deciderai di acquistare carne.

Anche perché, come qualsiasi consumatore consapevole, sono sicuro che hai già fatto studio e selezione per avere le migliori verdure fresche non imbustate, la frutta di stagione, la frutta secca non trattata con agenti sbiancanti ecc.ecc.

Perché non dovresti farlo in maniera corretta anche con la carne?

È vero che l’Italia ha leggi sugli allevamenti più stringenti, rispetto ad altri stati ed in media una fetta di carne è più sicura di un corrispettivo americano, ma ciò ti mette davvero al sicuro?

Gli scandali sugli allevamenti intensivi sono all’ordine del giorno e, con una semplice ricerca su Google, scoprirai che molti grandi allevamenti intensivi non si sono fatti molti scrupoli ad andare oltre quanto effettivamente consentito dalla legge.

Arrivati a questo fatidico momento, sento già l’eco di tutte le persone che rispondono:

“Chissenefrega degli allevamenti intensivi, io compro carne dell’allevamento del vecchio zio Tom che vende solo carni biologiche. Sono furbo!”.

Se hai pensato una cosa del genere, ancora di più dovresti continuare a leggere per capire se davvero il buon vecchio zio Tom allevi capi di bestiame degni di tale nome, o si nasconde anche lui dietro pagine di regolamentazione e cavilli burocratici.

Prima di lanciarci a testa bassa per scoprire quant’è profonda la tana del Bianconiglio, partiamo dalla base, dalla domanda madre che dovrebbe frullare nella testa di qualsiasi persona si avvicina ad un allevamento.

Come vivrebbe in natura un capo di bestiame?

Per semplicità ti parlerò di bovini, che sono tra gli animali più consumati in Italia, ma il discorso vale per ogni erbivoro.

Evitando di essere troppo specifico, in un mondo incontaminato, vivrebbe esclusivamente pascolando nutrendosi unicamente di piante erbacee.

Non è sufficiente ciò, ma sono le condizioni necessarie.

Sembra ovvio, no? Un erbivoro DEVE mangiare erba.

Non lo è per gli allevatori biologici come lo zio Tom, che, per farli crescere più velocemente ed avere più “resa”, li nutrono con pastoni di granaglie e mais biologici, facendo pascolare poco e niente gli animali e lasciandoli quasi tutta la vita in una stalla.

Tu ce la vedi una bella mucca che in natura, mentre pascola sul suo bel prato verde, va in un campo di grano per farsi il suo pastone ipercalorico?

 

Assolutamente no! È un concetto contro-natura.

In realtà gli allevamenti e le certificazioni biologiche sono nella maggior parte dei casi specchietti per le allodole, migliori dell’allevamento intensivo, ma pur sempre specchietti per le allodole.

Non solo non rispettano l’alimentazione specie-specifica dell’animale ma, di fatto, gli negano anche la libertà di pascolo!

La negano anche se l’art. 20, comma 2 del Regolamento Europeo 889/2008 che regola le modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 834/2007 relativo alla produzione biologica afferma 

“per gli erbivori, i sistemi di allevamento devono basarsi in massima parte sul pascolo, tenuto conto della disponibilità dei pascoli nei vari periodi dell’anno

Letta così sembrerebbe una disposizione ammirevole, ma se sei un avvocato o uno studente di Giurisprudenza ti sarà caduto subito all’occhio

la parte dell’articolo in cui si legge ” tenuto conto della disponibilità dei pascoli nei vari periodi dell’anno” .

In pratica si subordina l’obbligo di pascolo alla disponibilità del territorio stesso ed, infatti, in Italia sono concesse da sempre deroghe su deroghe sulla base di “particolari condizioni del territorio” per cui anche se “allevati biologicamente” questi bovini vivono, di fatto, in stalla.

Inoltre, laddove non ci fosse una deroga, molti organismi di certificazione aggirano questo obbligo di pascolo adottando una interpretazione fantasiosa (e condivisa dal Ministero e da alcune Amministrazioni Regionali):

“Per rispettare tale obbligo basta che esista un’area delimitata dove gli animali possono andare a pascolare, indipendentemente dal fatto che venga utilizzata o meno!”

in pratica è come se l’ente certificatore dicesse

“basta che esiste una zona che assomigli ad un terreno per pascolare e per me hai diritto alla certificazione, non è importante se quest’area viene davvero utilizzata”.

Basta questo a farti capire che la dizione “Bio” in etichetta o una “certificazione” non sempre sono sinonimo di reale garanzia e, pertanto, devi approfondire per prendere decisioni consapevoli.

Tutte le deroghe, tutti i cavilli di cui ti ho appena accennato hanno ripercussioni negative sulla carne che poi viene messa sul mercato.

Partendo da un allevamento biologico (fino ad arrivare nei casi peggiori in cui si parla di allevamento intensivo) tra i peggiori danni (dovuti ad una alimentazione basata sui cereali) alla carne proveniente da erbivori troviamo:

  • Calo drastico dei livelli di Omega-3 rispetto agli Omega-6: tutto ciò mette gli animali in uno stato di continua infiammazione che, unito allo stress delle modalità intensive di allevamento, intacca fortemente la loro salute. Da qui l’uso indiscriminato di antibiotici per curare le malattie croniche ed un ciclo di vita più breve dell’animale. Il rapporto Omega3/6 in questi casi è mediamente 1 a 20.
  • Maggiore resa, più grasso, meno nutrienti: I cereali fanno ingrassare molto di più e molto più velocemente l’animale producendo carne più grassa e più povera di nutrienti. Gli animali arrivano a completare in modo innaturale e precoce il loro percorso di crescita, ma producono molta più carne (a vantaggio delle tasche dei produttori).
  • Assenza totale di vitamina K2. Gli erbivori possono convertire molto efficientemente l’abbondante vitamina K1 contenuta nell’erba fresca in vitamina K2, fondamentale per l’organismo di ogni uomo (vitamina che non può essere convertita con una alimentazione basata sui cereali).
  • Alto rischio per gli animali di contrarre Escherichia Coli, batterio che può condurre a insufficienza renale, danno cerebrale morte: tale batterio si riproduce in un ambiente altamente
    acido e trova terreno fertile nel rumine di erbivori ruminanti alimentati a cereali e debilitati dalle modalità di allevamento intensivo. La digestione innaturale dei cereali richiede una maggiore quantità di succhi gastrici, succhi che rendono il rumine acido facendo scendere il PH da 7 (valore neutro) a 4 (estremamente acido).

Ormai inizia ad essere sulla bocca di molte persone quale sia la soluzione più semplice e naturale a tali danni.

La soluzione più semplice e naturale  è la carne proveniente da animali (ruminanti e/o erbivori) alimentati ad erba secondo la propria natura: la cosi detta carne Grass Fed.

Anche se non è ancora di uso comune, oggi sembra più comune sentir parlare di carne grass fed, mentre fino a 2 o 3 anni fa davvero nessuno sapeva cosa fosse.

Cosa si intende davvero per carne Grass Fed? Forse già lo immagini perché potresti essere i già tra i pochi rivoluzionari che consumano questo tipo di carne.

Se lo sei mi congratulo con te, ma ti prometto che ciò che leggerai a breve sarà  molto interessante anche per te.

Aprirò il vaso di pandora su questo mondo fornendoti delle informazioni che ti renderanno in grado davvero di riconoscere una vera carne Grass Fed da una che è definita tale ma non lo è realmente.

Se invece non sai di cosa si intende davvero per carne Grass Fed o se ne hai giusto sentito parlare ma hai una gran confusione in testa faccio subito chiarezza.

La carne Grass Fed è:

Carne proveniente da erbivori o ruminanti che sono stati allevati secondo la loro natura, vissuti a pascolo e nutriti del loro cibo specie specifico: l’erba!

Dietro questa apparente semplice definizione c’è un mondo che scopriremo insieme.

Per ora ti sia chiaro che NON basta dare un po’ di erba ad un animale di allevamento per definirlo – come alcuni fanno – “Grass Fed“.

Attualmente c’è parecchia confusione nella nostra nazione su cosa sia realmente la carne grass fed.

“Grass Fed” significa letteralmente “Nutrito con erba”, ad indicare che gli erbivori devono mangiare esclusivamente l’alimento per cui sono stati progettati da madre natura: L’erba!

 

Partiamo dunque dalla base:

Quali animali possono essere definiti Grass Fed? Quali invece no?

Purtroppo alcuni furbetti, approfittando della confusione dovuta ad un mercato appena nato, hanno inventato polli e maiali “Grass Fed” portando molta confusione anche tra i consumatori più informati.

Spesso, infatti, mi arrivano richieste di questi fantomatici polli e maiali Grass Fed e mi tocca spiegare che non esistono!

Ripetiamo insieme il ragionamento di prima:

Se tu hai capito che nei cibi specie specifici degli erbivori non ci sono i cereali, al contrario, perché dovresti nutrire con erba chi erbivoro non è?

È carne grass fed solo quella proveniente da erbivori come bovini, ovini ed equini.

Maiali, cinghiali, polli e tacchini NON possono nutrirsi di erba.

Ma perché tanti stanno correndo a vendere tutti gli animali possibili come nutriti con erba?

 

Grass Fed


Un erbivoro che è stato allevato secondo natura con metodologia Grass Fed (
2) ha nelle sue carni:

  • Un perfetto equilibrio tra Omega-3/ Omega-6: Il rapporto varia da 1:2 a 1:5.
  • Beta-carotene: precursore della vitamina A.
  • Vitamina K2-MK4
  • Nessun residuo di ormoni,OGM, antibiotici, nitriti, nitrati e prodotti per la pulizia.
  • CLA (acido linoleico coniugato), potente antitumorale
  • Vitamina E, potente antiossidante che riduce il rischio di malattie cardiocircolatorie e cancro.
  • Più micronutrienti: contiene più potassio, ferro, zinco, fosforo e sodio.

 

È per tutti questi motivi – oltre quelli etici – che il mercato ha iniziato a muoversi in questa direzione per intercettare la rinnovata volontà dei consumatori di acquistare carne “sana e sicura”.

Penso tu lo abbia capito, non basta un simbolo accattivante, o una “certificazione”.

È il metodo che c’è dietro quella certificazione, marchio o etichetta che devi andare a scoprire, studiare e valutare.

Per ora spero che tu abbia iniziato a comprendere cosa si intende davvero per carne Grass Fed

Abbiamo iniziato a scoprire cosa chiedere e cosa valutare, ma non basta!

Lo approfondiremo insieme nei prossimi articoli.

Alla tua consapevolezza alimentare.

 

Note_______________________________________

Katherine, Zink, Lieberman – Impact of meat and Lower Palaeolithic food processing techniques on chewing in humans, Nature 531, pag 500–503 (24 March 2016).

Leheska, Thompson, Howe, Hentges, Boyce, Brooks, Shriver, Hoover and Miller -Effects of conventional and grass-feeding systems on the nutrient composition of beef, J. Anim. Sci. 2008. 86:3575–3585 doi:10.2527/jas.2007-0565;
Daley, Abbott, Doyle, Nader and Larson 2010 “A review of fatty acid profiles and antioxidant content in grass-fed and grain-fed beef.” Nutrition Journal DOI: 10.1186/1475-2891-9-10; Leheska, Thompson, Howe, Hentges, Boyce, Brooks, Shriver, Hoover, and Miller. 2008. “Effects of conventional and grass-feeding systems on the nutrient composition of beef”. Journal of Animal Science 2008 86: 12: 3575- 3585 DOI:10.2527/jas.2007-0565.

]]>
https://grassfeditalia.com/cosa-si-intende-davvero-per-carne-grass-fed/feed/ 0